2010 – Il futuro prossimo, il passato recente

Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano (da “Il piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupery)

Cantiere intergenerazionale.

Il progetto prende le mosse dal concetto di radice, di appartenenza e di amore per il proprio luogo, in una terra fertilissima di tradizione, di cultura e di storia stratificata come è la Puglia che si vuole ricordare e tramandare alle nuove generazioni come patrimonio unico e preziosissimo dal quale partire per cercare e scoprire il nuovo e promuovere lo scambio di patrimoni culturali ed etnici.

Lo slogan del progetto ‘addestrare a ribaltare i ruoli’:

imparare, insegnare, ascoltare, narrare, osservare, osservarsi,….; un’occasione di testimonianza, un momento di vera e propria ‘contaminazione” reciproca e positiva.

Il percorso abbraccia tre ambiti della nostra terra e delle nostre tradizioni: la cultura contadina, marinara, artigiana per creare una passione nei giovani, rivalutare il lavoro attraverso il recupero della memoria degli antichi mestieri riscoprendo la tradizione, promuovere le relazioni tra la popolazione anziana e quella  giovanile locale, incentivando processi di apertura per consolidare l’azione intergenerazionale attraverso l’incontro. Il progetto nasce dunque dal desiderio dell’incontro di realtà diverse, dai loro comuni bisogni sociali ed educativi, dall’impegno civico di promuovere la partecipazione delle risorse presenti nella comunità locale quale strumento di ricostruzione, di valorizzazione del patrimonio del singolo e della generazione d’appartenenza, occasione di scambio per entrambi. Il progetto “Scuola nel Mondo” nasce nel 1997” con l’intento di configurare “pacchetti educativi” e percorsi stabili tra scuola, volontariato e società civile finalizzato a realizzare un passaggio reale dall’educazione civica all’azione civica.
Sostenuto da una rete di scuole di ogni ordine e grado del territorio della Provincia di Bari,  ha sostenuto la promozione di rapporti interculturali, avviando azioni di solidarietà concrete, di scambio e gemellaggio con scolaresche del Malawi.

Il Calendario 2011 Incontro tra generazioni

Raccoglie ricette, filastrocche, giochi corredati da disegni e immagini. Il filo conduttore è la salute, attraverso la sana e corretta alimentazione e la semplicità dei sapori di un tempo come nelle ricette delle orecchiette, lo svago attraverso giochi facilmente replicabili o il racconto e la partecipazione alle feste locali tradizionali come le Feste Popolari.

Premessa

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Una società poco intergenerazionale genera un impoverimento culturale ed affettivo che riguarda tutte le fasce d’età, dall’infanzia alla vecchiaia.
Questo rischio riguarda sicuramente gli anziani perché tendono a rinchiudersi sempre più fra loro e vengono privati degli stimoli, dell’energia e dei progetti delle nuove generazioni. Ma si tratta di un rischio di isolamento generazionale che riguarda anche i giovani, molti dei quali hanno rare occasioni di contatto con persone anziane, con le loro storie di vita e le loro esperienze.
Se la progressiva contrazione della famiglia in nuclei sempre più atomizzati rende più rarefatte le reti sociali delle persone, va detto che sono anche scarsi i luoghi e le opportunità di incontro fra le generazioni al di fuori dei contesti familiari.
Laddove non avvengono più in forma spontanea, occorre assumere iniziative in grado di rivitalizzarle, anche nel segno di una più decisa azione di promozione degli scambi intergenerazionali che sostengano processi di comunicazione ed attivazione reciproca e sperimentino nuove modalità di contatto all’insegna del gioco, del confronto e della reciproca curiosità.
Il progetto nasce dunque dall’incontro di enti presenti nel Comune di Barletta e dai loro comuni bisogni sociali ed educativi, dall’intento animativo di alimentare lo scambio sociale e dall’impegno civico di promuovere la partecipazione sociale delle risorse presenti nella comunità locale quale strumento di ricostruzione e di valorizzazione del patrimonio del singolo e della generazione d’appartenenza.
Nella specificità dell’incontro tra anziano e giovane, crediamo si possa ‘scommettere” su alcune variabili della relazione:

  • far leva sul ”fascino particolare che un anziano possiede per un bambino. Un fascino che proviene proprio dall’età, i nonni e tutti i vecchi,sono persone che provengono da un lontano passato, da tempi e luoghi sconosciuti, quasi da un mondo magico e fiabesco…”.
  • i sentimenti che il vecchio evoca nel bambino e nei giovani: fragilità, piegature, rugosità ? oppure ed anche: forza, bellezza, durata, come di fronte ad un albero secolare?
  • e per gli anziani: disponibilità , voglia di ascoltare, desiderio di narrarsi, riviversi nelle storie ed emozioni, apertura al futuro, progettualità.

I punti cardinali sono il ruolo educativo dei testimoni nella formazione e tradizione di una memoria collettiva di esperienze e documenti recuperati, considerando le figure pedagogiche dei testimoni e le questioni salienti dei processi di partecipazione: come partecipare, rendere partecipi a tali esperienze tradotte in testimonianze, le giovani generazioni. Come passare e tramandare la memoria  è il nodo del rapporto di formazione nella interazione tra memoria e storia, tra testimonianze e fonti di diverso tipo, per chiudere un cerchio ideale per giungere ad una trama di storia da proporre ai nostri giovani.

Attraverso tali progetti agli anziani viene data l’occasione di recuperare il proprio passato e la storia della propria collettività, dandogli l’opportunità di divenire custodi e portatori di antiche tradizioni, giochi, canti, lavori, cibi, storie fantastiche e/o popolari riappropriandosi dell’emozione dei ricordi.
Agli studenti viene data l’occasione di conoscere ed avvicinarsi alla figura dell’anziano spesso percepito come la figura di un nonno e di avvicinarsi alla conoscenza di una realtà spesso immaginata e stigmatizzata dal mondo adulto secondo stereotipi negativi.
Il tramite di tali processi è rappresentato dall’incontro spontaneo tra anziani e giovani, dallo svolgersi di attività comuni e dalla nascita di un interazione relazionalmente ed affettivamente significativa nell’offrire opportunità di crescita e conoscenza di sé.

Obiettivo

Creare una passione nei giovani, rivalutare il lavoro attraverso il recupero della memoria degli antichi mestieri riscoprendo la tradizione e promuovere le relazioni tra la popolazione anziana e la comunità  giovanile locale incentivando processi di apertura per consolidare e implementare le metodologia di azione intergenerazionale, programmando incontri con i giovani per favorire l’interazione, raccogliere la sfida e sfruttare l’opportunità della transizione generazionale e generare valore con azioni strategiche, organizzative e culturali attualmente possibili e praticabili.

Attivita’ correlate

L’attività’ dei ‘Cantieri operativi” si propone di ripercorrere con gli anziani gli anni della loro giovinezza, sollecitando affettuosamente la loro memoria: un esercizio che porterà alla conoscenza delle proprie radici, ad orientarsi meglio nel presente e fornisce chiavi interpretative più chiare per il futuro; favorire quindi lo scambio di patrimoni culturali ed etnici, il recupero del valore del racconto e della memoria attraverso l’ascolto e della conoscenza di storie e tradizioni. Ascoltando i racconti dei nostri anziani ciascuno potrà accorgersi all’istante che, per il pur breve tempo della conversazione, anche l’essere partecipa a ritmi e pulsazioni del passato.
Questi momenti valgono ore di studio e di lettura.

Obiettivo ultimo

La conclusione dei lavori della Nursery School ‘S.ta Monica” sull’altopiano del monte Chaone e l’avvio del  1^ anno scolastico nel gennaio 2010 con un programma educativo e sanitario per sostenere bambini e donne capofamiglia che vivono in situazione di esclusione sociale, al di fuori del sistema scolastico e prive di assistenza.